Il mondo del gaming è in fermento per i continui leak di GTA 6 ma non tutto ciò che brilla è oro. Mentre i fan aspettano con ansia il gameplay ufficiale previsto per il 27 agosto su Netflix, il rischio di imbattersi in falsi e malware è più alto che mai.
Da quando, il 18 agosto, sono iniziate a circolare le prime clip di gameplay, il gruppo CYBERLEEK ha pubblicato una serie di video che sembrano provenire direttamente dal codice del gioco. Tuttavia, questa situazione ha anche attirato l’attenzione di truffatori che sfruttano l’hype per diffondere malware.
I pericoli dei falsi leak e dei malware
Sui siti di pirateria sono comparsi i primi malware travestiti da copie giocabili di GTA 6. Un file di 113,9 gigabyte, con un nome che sembra credibile, è stato seminato sui siti torrent. Tuttavia, non contiene nulla del gioco, ma solo software dannoso. Questo tipo di truffa è resa più credibile dal contesto, con i fan in cerca di clip rimosse che finiscono spesso su siti sconosciuti.
Marijus Briedis, chief technology officer di NordVPN, ha spiegato che ogni volta che GTA 6 finisce sui titoli dei giornali per un nuovo leak, la ricondivisione del materiale crea l’ambiente perfetto per i falsi download e le pagine che rubano credenziali. I fan, spinti dalla curiosità, finiscono per fidarsi di ciò che trovano, aprendo la porta agli attaccanti.
La rettifica di Insider Gaming e i rischi del giornalismo a reazione immediata
Il 22 agosto, la testata statunitense Insider Gaming aveva pubblicato un articolo secondo cui CYBERLEEK avrebbe minacciato di rilasciare online una build completa del gioco, se Rockstar Games e Take-Two avessero continuato a dargli la caccia legale. Tuttavia, il 23 agosto, il redattore Grant Taylor-Hill ha ritrattato tutto in un articolo di scuse pubbliche.
L’immagine su cui si basava la minaccia era un falso, costruito da uno dei tanti imitatori di CYBERLEEK e non dal gruppo originale. Taylor-Hill ha ammesso che l’errore non va addebitato alla testata, ma a lui personalmente, definendolo un caso da manuale dei rischi del giornalismo a reazione immediata.
La rettifica è arrivata su due canali: l’articolo originale è stato rimosso dal sito e la smentita è stata rilanciata anche sui social della testata. Questo è il modo corretto di procedere, soprattutto perché la scelta alternativa di modificare il pezzo in silenzio o lasciarlo online con una nota in coda è ancora la più diffusa nel settore.
Perché cancellare un articolo non basta più
Nel frattempo, lo youtuber MoistCr1TiKaL, uno dei commentatori più seguiti in ambito gaming, aveva già dedicato un video al pezzo originale, usandone lo screenshot come miniatura. Il ragionamento del video era coerente con quanto si sapeva della vicenda, ma poggiava su un documento falso. Quel video ha continuato a diffondere la notizia sbagliata anche dopo la rettifica, perché sui social un contenuto virale si stacca in fretta dalla pagina che lo ha generato.
È lo scarto che rende il caso interessante ben oltre GTA 6. Una rettifica raggiunge quasi sempre una frazione del pubblico che ha visto l’errore, perché arriva più tardi, non ha lo stesso gancio emotivo e non viene ricondivisa con la stessa energia. Chi fabbrica il falso lo sa, e non ha bisogno che regga a lungo: gli basta che regga il tempo di essere ripreso da qualcuno con un pubblico grande.
Il vero rende credibile il falso
Il contesto che rende la storia plausibile a prescindere dai fatti è la serie di leak autentici partita il 18 agosto. Clip di gameplay pubblicate quasi ogni giorno, una fuga di dati sulla mappa arrivata da una fonte diversa da CYBERLEEK, e un manifesto con richieste rivolte all’industria ripreso da Kotaku. Take-Two ha già ottenuto da un giudice il via libera per una subpoena, cioè un ordine giudiziario di consegna dei dati, rivolta a Microsoft e Discord sugli account collegati ai leak.
In una situazione dove il materiale vero circola davvero, un falso ben confezionato non ha bisogno di essere convincente: gli basta arrivare mentre il pubblico si aspetta esattamente quel tipo di notizia. Vale per i lettori, come dimostrano i malware da 113,9 gigabyte spacciati per copie del gioco, e vale per le redazioni.
Il 27 agosto Rockstar mostrerà su Netflix il primo gameplay ufficiale di GTA 6, in esclusiva per sei ore: fino ad allora, ogni altra cosa che promette di anticipare il gioco va trattata come non verificata, compreso quello che scrivono le testate specializzate.



