Due uomini di 22 e 71 anni residenti nella provincia di Napoli sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Roma per truffa in concorso ai danni di un giovane di Roma, dopo una vicenda che ha visto bonifici per un totale di 11mila euro effettuati negli ultimi mesi; ultimo aggiornamento: 24 agosto 2026.
La vicenda è significativa per il crescente ricorso agli acquisti online e per le modalità con cui i truffatori hanno utilizzato conti e carte prepagate per incassare somme ripetute. L’episodio sottolinea i rischi legati alle trattative esterne ai canali protetti delle piattaforme di e-commerce e la necessità di verifiche elementari prima di eseguire bonifici su conti esterni.
Indagine dei carabinieri di Roma Piazza Bologna
I carabinieri della stazione di Roma Piazza Bologna hanno ricostruito i movimenti finanziari dopo la denuncia presentata dalla vittima. Gli investigatori hanno seguito la traccia dei versamenti, risalendo ai conti correnti e alle carte prepagate intestate ai due indagati; tra gli elementi probatori sono emersi ordini correlati effettuati su piattaforme di food delivery che hanno fornito riscontri anagrafici e di indirizzo.
La dinamica della truffa e i dettagli operativi
Tutto è iniziato da un annuncio su un portale di e-commerce che offriva una consolle da gioco a 199 euro. Dopo il contatto iniziale la trattativa è stata spostata su un utenza telefonica privata e sono seguiti ripetuti invii di denaro giustificati con problemi tecnici fittizi; la madre della vittima è stata indotta a effettuare ulteriori versamenti su un secondo conto presentato come intestato al nonno del venditore. I pagamenti si sono protratti fino al raggiungimento della cifra complessiva di 11mila euro.
Prove digitali e riscontri
Tra i riscontri raccolti dagli inquirenti sono stati analizzati i movimenti bancari, le transazioni delle carte prepagate e gli ordini sulla piattaforma di food delivery, che contenevano l’indirizzo di residenza e l’indicazione del citofono con i cognomi degli indagati. L’incrocio con le banche dati ha confermato l’intestazione dell’utenza telefonica utilizzata nelle trattative, consentendo di chiudere il quadro indiziario e procedere alla denuncia.
Il procedimento è ora nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono essere considerati innocenti fino a una sentenza definitiva. La vicenda del giovane di Roma mette in evidenza come annunci apparentemente vantaggiosi possano celare raggiri complessi che richiedono attenzione nelle verifiche di base prima di trasferire denaro.



