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27 Luglio 2026

Generazione Z e dipendenze comportamentali: i dati allarmanti del 2026

Un'indagine nazionale rivela che oltre un giovane su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta comportamenti a rischio legati a gaming, gioco d'azzardo e social media

Generazione Z e dipendenze comportamentali: i dati allarmanti del 2026

Un’indagine nazionale condotta tra ottobre e dicembre 2026 ha messo in luce un fenomeno preoccupante: oltre un giovane su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio legato all’uso problematico dei social media al gaming o al gioco d’azzardo. Lo studio, realizzato dal Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri ha coinvolto 198 scuole e oltre 18.000 studenti.

I risultati mostrano che il 17,3% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni e il 17,9% dei 14-17enni presenta almeno uno dei tre comportamenti a rischio analizzati. Questi dati evidenziano come le dipendenze comportamentali stiano diventando una delle aree emergenti della salute pubblica in età evolutiva.

Il gaming problematico tra i più giovani

Il gaming persistente e difficilmente controllabile è il problema più frequente tra gli studenti di 11-13 anni. In questa fascia di età, il 13,6% (circa 219.000 studenti) presenta un profilo compatibile con un disturbo da gaming mentre tra i 14-17enni la percentuale scende al 7,9% (circa 183.000 ragazzi).

Il gaming problematico non è solo un problema di tempo trascorso davanti agli schermi, ma spesso si accompagna ad altri comportamenti a rischio. Tra gli 11-13enni con gaming problematico, il 9,5% presenta anche un profilo di giocatore d’azzardo problematico, rispetto allo 0,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi. Tra i 14-17enni, la percentuale sale al 15,3% contro il 2,5% degli studenti che non giocano ai videogiochi.

Un altro aspetto preoccupante è la spesa legata al gaming. Quasi uno su due dichiara di aver speso denaro per avanzare più rapidamente o ottenere vantaggi nel gioco, spesso tramite l’acquisto di loot box pacchetti digitali dal contenuto ‘misterioso’ che consentono di ottenere ricompense dall’esito incerto.

Il gioco d’azzardo tra i minori

Il gioco d’azzardo attività vietata ai minori di 18 anni, continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti. Tra gli studenti di 11-13 anni, il 10,6% dichiara di aver giocato d’azzardo negli ultimi dodici mesi, mentre tra i 14-17enni la percentuale sale al 22,1%. Complessivamente, si stimano circa 340.000 studenti italiani con un comportamento di gioco d’azzardo a rischio o problematico.

I profili più critici risultano associati a propensione al rischio, impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, esperienze di cyberbullismo e minore monitoraggio da parte degli adulti. Particolarmente critica è la modalità di gioco online: tra i 14-17enni che giocano esclusivamente online, i giocatori problematici sono il 20% contro il 13,7% di chi gioca esclusivamente in luoghi fisici.

L’uso problematico dei social media

L’uso problematico dei social media interessa l’1% degli studenti di 11-13 anni (circa 15.900 ragazzi) e il 2,1% dei 14-17enni (circa 48.600 studenti), registrando un calo rispetto al 2026. Nonostante questo dato positivo, rimane la necessità di attenzione verso gli studenti per i quali l’uso dei social diventa eccessivo e compulsivo, interferendo con il sonno, lo studio, le relazioni e il benessere psicologico.

I risultati dello studio mostrano che gaming, gioco d’azzardo e uso problematico dei social media non sono fenomeni isolati, ma condividono spesso le stesse condizioni di vulnerabilità e possono presentarsi contemporaneamente. Questo conferma la necessità di interventi precoci e integrati che coinvolgano studenti, famiglie, scuola, servizi sanitari e ambienti digitali.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.