Salerno ha ospitato i Giochi Europei Universitari 2026 che si sono svolti nelle due settimane di gara e si sono chiusi con la cerimonia al Campus di Fisciano in Piazza del Sapere. Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2026.
La manifestazione ha richiamato oltre 4.000 studenti-atleti provenienti da 31 nazioni e da circa 400 università, offrendo un palcoscenico di sport e integrazione che ha coinvolto il territorio della Regione Campania e ha acceso piazze e impianti locali.
Perché l’evento è rilevante per l’Università e il territorio
La partecipazione record e l’organizzazione dell’Università degli Studi di Salerno hanno messo in evidenza il ruolo del Campus di Baronissi come centro di riferimento per l’impiantistica sportiva universitaria nel Sud Italia. La cerimonia inaugurale in Piazza della Libertà e la chiusura in Piazza del Sapere hanno trasformato spazi urbani e accademici in luoghi di festa e rappresentazione internazionale.
L’evento ha prodotto anche un’eredità infrastrutturale e organizzativa distribuita tra università, centri sportivi e servizi di residenza e mensa, con un impatto diretto sui sistemi di diritto allo studio gestiti a livello regionale.
Numeri, discipline e logistica dei Giochi
I Giochi hanno previsto tredici discipline e più di 1.400 gare distribuite su impianti del Campus di Baronissi e altre strutture cittadine, con calendari serrati e una partecipazione internazionale estesa. Le gare hanno visto atleti iscritti in rappresentanza di circa 400 università, impegnati in competizioni individuali e a squadre.
ADISURC ha potenziato i servizi di residenza e mensa, raddoppiando i posti letto e triplicando i pasti serviti rispetto ai normali standard del periodo, per garantire accoglienza a studenti, staff tecnici e delegazioni straniere.
Ruoli e dichiarazioni delle istituzioni coinvolte
Il Magnifico Rettore Virgilio D’Antonio ha sottolineato l’importanza dell’evento per l’Ateneo e per l’internazionalizzazione del Campus: “L’Università degli Studi di Salerno ha avuto l’onore di ospitare migliaia di ragazzi provenienti da tutta Europa, atleti/studenti che hanno rappresentato differenti nazioni, differenti università, differenti tradizioni ma che, idealmente, hanno rappresentato il nostro Ateneo come un’unica, grande comunità accomunata dai valori dell’amicizia e dello sport.”
Emilio Di Marzio, presidente del Consiglio di Amministrazione di ADISURC, ha evidenziato il legame tra sport e diritto allo studio: “L’esperienza dei Giochi Europei Universitari dimostra ancora una volta che il diritto allo studio non è solo un sistema di residenze, mense e borse di studio ma che lo sport può rappresentare una leva strategica per la formazione dello studente.” ADISURC ha ricordato anche i numeri della sua attività ordinaria, con oltre 180 mila studenti sostenuti e circa 34 mila beneficiari assistiti annualmente.
Il presidente del CUS Salerno Lorenzo Lentini ha rimarcato l’orgoglio per l’organizzazione al Sud: “Questi Giochi resteranno per tutti noi un ricordo indelebile. Dopo l’Universiade Napoli 2019, siamo davvero fieri di aver portato, per la prima volta, i Giochi Universitari Europei, in Italia, al Sud, a Salerno. La cerimonia inaugurale in Piazza della Libertà davanti a migliaia di persone resta una immagine simbolo, impressa nella nostra città.”
Passaggio della bandiera e prospettive future
Durante la cerimonia di chiusura è avvenuto il tradizionale passaggio della bandiera all’Università di Spalato che ospiterà l’edizione successiva, sancendo il trasferimento simbolico della responsabilità organizzativa e sportiva. Il momento ha chiuso il ciclo salernitano e ha aperto la fase di preparazione per la manifestazione successiva.
Gli organizzatori hanno evidenziato che l’evento ha lasciato impianti rinnovati, un modello organizzativo testato e una rete di relazioni tra atenei europei che dovranno essere valorizzate nei prossimi anni, mantenendo viva l’eredità dell’internazionalizzazione del Campus.



