Elden Ring live action: tutto quello che sappiamo sul film di Alex Garland

Scopri come Alex Garland e un cast eterogeneo stanno trasformando l'universo di Elden Ring in un film girato in IMAX, tra set che riproducono il santuario di Marika e scelte narrative delicate

La notizia che il film ispirato a elden ring è ufficialmente in produzione ha acceso dibattiti nel mondo del cinema e dei videogiochi: il progetto, scritto e diretto da Alex Garland, sarà girato in IMAX e ha una data di uscita fissata per il 3 marzo 2028, con le riprese principali annunciate per la primavera del 2026.

A produrlo sono Bandai Namco Entertainment e A24, che secondo le fonti ha messo in campo il più grande budget mai investito dalla sua storia, segno dell’entità della scommessa industriale e creativa.

Tra set già avvistati — che includono riproduzioni fedeli di un santuario di Marika — e un cast che unisce volti emergenti e attori di lunga carriera, il film si posiziona come un adattamento ad alto profilo. La notizia è stata accolta con entusiasmo per il materiale originale, ma anche con una dose di scetticismo: trasformare un gioco open world e profondamente non lineare come Elden Ring in un lungometraggio è un’operazione complessa che richiede scelte narrativamente radicali.

Perché Alex Garland è la scelta cruciale

Alex Garland arriva al progetto con un curriculum che unisce scrittura e regia: prima di dirigere ha firmato sceneggiature memorabili come 28 giorni dopo e ha portato sullo schermo opere originali come Ex Machina, Annihilation, Civil War e Warfare, oltre alla miniserie Devs. Garland non è estraneo ai videogiochi: ha contribuito alla scrittura di titoli come Enslaved: Odyssey to the West e DmC: Devil May Cry, e ha presentato a A24 una sceneggiatura di circa 160 pagine corredata da una quarantina di illustrazioni, segno di un coinvolgimento personale e approfondito nel progetto.

Il legame con il mondo dei soulslike

La passione di Garland per i soulslike, in particolare per Dark Souls 2, è un elemento che gioca a favore dell’adattamento: non si tratta di un regista-mandato, bensì di un autore che conosce il linguaggio e le atmosfere di FromSoftware. Il suo team abituale — con nomi come i compositori Geoff Barrow e Ben Salisbury, il tecnico del suono Glenn Freemantle e i produttori Andrew Macdonald, Allon Reich e Peter Rice — è spesso associato a film d’autore che combinano ricerca visiva e sonorità curate.

Il cast: conferme, ipotesi e ruoli probabili

Il cast annunciato mescola giovani promesse e interpreti affermati. In prima linea c’è Kit Connor, 22enne britannico che ha già lavorato con Garland in Warfare e possiede esperienze legate ai videogiochi come doppiatore; il suo fisico e la posizione nel casting fanno pensare che potrebbe interpretare il protagonista conosciuto come Senzaluce. Accanto a lui, Cailee Spaeny — già vista in Alien: Romulus e in Civil War di Garland — è considerata una forte candidata per il ruolo di Melina se il film seguirà in parte la trama originale.

Volti noti e caratteristi

Tra gli altri nomi figurano Ben Whishaw, Nick Offerman, Emma Laird, Jonathan Pryce e Peter Serafinowicz, oltre a interpreti come Tom Burke, Havana Rose Liu, Sonoya Mizuno, Ruby Cruz, John Hodgkinson e Jefferson Hall. I ruoli non sono ufficiali, ma le speculazioni basate su caratteristiche fisiche e passate collaborazioni suggeriscono possibili assegnazioni: Whishaw come lo stregone Rogier, Laird come la regina Marika, Offerman in un ruolo di grande impatto fisico — forse uno dei boss storici — e Pryce in una parte carismatica e saggia come Gideon Ofnir o una figura clericale tipo Miriel.

Sfide creative e aspettative del pubblico

Adattare Elden Ring significa decidere cosa conservare e cosa trasformare: la trama non lineare e l’approccio narrativo criptico del gioco possono essere condensati in una storia lineare, oppure il film potrebbe scegliere una vicenda laterale o un prequel che illumini parti del lore senza tradire lo spirito originale. Il coinvolgimento di George R.R. Martin come produttore e coautore del mondo di gioco aggiunge credibilità, mentre il dato commerciale — oltre 30 milioni di copie vendute del videogioco — spiega l’investimento e le aspettative industriali.

Il rischio di un fallimento di adattamento è reale, come ha dimostrato la storia del cinema videoludico, ma la combinazione tra la firma autoriale di Garland, un cast calibrato e un budget importante destinato a effetti visivi e scenografie (con scene già progettate nei santuari di Marika) offre una prospettiva diversa: non un semplice film commerciale, ma un tentativo di trasferire l’atmosfera di FromSoftware in una forma cinematografica che sappia essere fedele e al tempo stesso autonoma.

Quel che resta da vedere è come saranno risolte scelte cruciali come il trattamento del protagonista mutevole, la voce dei comprimari enigmatici e il bilanciamento tra sequenze spettacolari e la tensione mistica che caratterizza l’opera originale. Fino al 3 marzo 2028, il progetto rimane uno dei più intriganti e rischiosi dell’intersezione tra industria del gioco e cinema.

Scritto da Davide Ruggeri

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