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5 Settembre 2026

Crash 2.0: l’industria dei videogiochi in difficoltà

L'industria dei videogiochi sta affrontando una delle sue crisi più profonde dagli anni '80. Scopriamo le cause e le implicazioni di questo fenomeno.

Crash 2.0: l'industria dei videogiochi in difficoltà

L’industria dei videogiochi sta vivendo un momento di grande difficoltà, paragonabile solo al crash degli anni ’80. Questo periodo di crisi, definito Crash 2.0 è caratterizzato da una serie di sfide interne ed esterne che stanno mettendo a dura prova il settore.

Tra le voci più autorevoli che hanno analizzato la situazione c’è quella di Tim Sweeney CEO di Epic Games il quale ha identificato due problematiche principali: i costi elevati dello sviluppo dei titoli Tripla A e la carenza di componenti hardware. Quest’ultima è direttamente collegata all’attuale boom dell’Intelligenza Artificiale.

Le sfide esterne: la crisi dei semiconduttori

La crisi dei semiconduttori sta avendo un impatto significativo sull’industria dei videogiochi. Secondo Sweeney, c’è un’ondata di investimenti senza precedenti nella costruzione di sistemi di IA e data center, che sta portando a una quadruplicazione dei prezzi di RAM e sistemi di archiviazione. Questa situazione è destinata a durare per i prossimi tre anni, secondo le stime di Sweeney.

“È un’interruzione grave e inaspettata”, ha spiegato Sweeney. “La portata dell’opportunità economica nel settore dell’IA fa sì che possano superare le offerte dell’intera industria dell’intrattenimento per tutti i componenti.”

Le sfide interne: i costi di sviluppo

Sul fronte interno, il problema centrale rimane la sostenibilità economica. Raph Koster CEO di Playable Worlds ha studiato il fenomeno dal 2005. Secondo i suoi dati, i costi di sviluppo crescono di circa dieci volte ogni decennio. Se un gioco per console o PC costava circa 1 milione di dollari a metà degli anni ’90, la cifra è passata a 10 milioni nel 2005 e a 100 milioni nel 2015.

Shawn Layden ex dirigente di PlayStation suggerisce che l’industria debba ricalibrare le proprie ambizioni, abbassando i costi per poter sopravvivere con margini di guadagno inferiori. “Voglio dire: ‘Incasserà solo 50 milioni di dollari’? Bene, ok. Troviamo un modello in cui incassare 50 milioni di dollari sia una cosa buona, non negativa”, ha commentato Layden.

L’impatto dell’IA sull’industria

Molti studi stanno cercando di ridurre il personale affidandosi a strumenti di IA, ma i risultati si sono rivelati altalenanti. Amir Satvat ex direttore dello sviluppo aziendale di Tencent ha rivelato che molte aziende hanno ridotto il personale pensando di poterlo fare grazie all’IA, per poi rendersi conto di aver tagliato troppe persone e dover assumere di nuovo.

“Penso che questa situazione sia grave quanto il crash dell’83 se sei uno sviluppatore di videogiochi che vive in Nord America o in Europa occidentale, in uno studio AAA tradizionale. Lì il fenomeno ha raggiunto il suo picco più distruttivo.”, ha concluso Satvat.

Le sfide esterne legate alla crisi dei semiconduttori e quelle interne legate ai costi di sviluppo richiedono soluzioni innovative e una ricalibrazione delle ambizioni per garantire la sostenibilità del settore.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.