I World Nomad Games 2026 si sono conclusi, ma il loro impatto risuonerà a lungo in Asia centrale. L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 3.000 atleti provenienti da 110 Paesi, ha offerto uno sguardo unico sulla cultura nomade attraverso discipline tradizionali e un villaggio ricostruito secondo modelli antichi.
La cerimonia di apertura si è tenuta alla Bishkek Arena, seguita da gare nella regione di Isyk Kul, una destinazione turistica molto frequentata. Le discipline equestri e di tiro con l’arco hanno animato la gola di Kyrchyn, dove i concorrenti hanno messo alla prova le loro abilità in un contesto che ricrea la vita nomade.
Il villaggio nomade: un viaggio nel tempo
Ogni regione del Kirghizistan ha contribuito alla costruzione del villaggio, innalzando antiche abitazioni nomadi e yurte decorate secondo la tradizione. Le yurte, strutture simili a tende con un telaio di legno ricoperto di feltro, pelli animali e tela robusta, sono utilizzate dalle tribù nomadi asiatiche da millenni. Ogni yurta ospita una famiglia nucleare e può essere montata e smontata in circa mezz’ora, una caratteristica ideale per uno stile di vita nomade.
Tra le yurte decorate, persone provenienti da ogni parte del Kirghizistan, vestite con costumi tradizionali variopinti, hanno esposto opere di arte popolare e manufatti artigianali come ricami e tessiture di tappeti. Nei primi due giorni, oltre 150.000 visitatori hanno potuto ascoltare canti tradizionali, melodie popolari e assaggiare piatti nazionali spesso cucinati sul posto.
Discipline tradizionali e competizioni uniche
Accanto al villaggio, la ricostruzione di un antico forte ospita un bazar che respira l’atmosfera di una città d’altri tempi, animata da attività frenetiche e da acrobati impegnati in numeri spettacolari. Gli atleti dei Nomad Games si sono cimentati in discipline come il tiro con l’arco, il tiro alla fune, il braccio di ferro e la frantumazione delle ossa, una pratica diffusa in Mongolia e in tutta l’Asia centrale.
In questa disciplina, i partecipanti dimostrano la propria forza spezzando le ossa dorsali di animali non vivi. Quest’anno, il campione mondiale mongolo ha difeso il titolo frantumando 58 ossa in un minuto. Le competizioni equestri sono state il cuore del programma, con gare su distanze di sei, dieci e undici chilometri, dove la resistenza è più importante della velocità.
L’importanza culturale e storica
I World Nomad Games puntano a valorizzare il patrimonio nomade, la sua cultura e l’influenza sulle diverse civiltà. Il programma è affiancato da eventi scientifici e culturali, tra cui la conferenza scientifica internazionale “Nomadic Civilisations: Heritage, Paradigms and Prospects”.
“La civiltà nomade rappresenta un vasto patrimonio dell’esperienza storica, delle conoscenze e delle pratiche culturali dell’umanità”, ha spiegato Gylzat Isamatova, ministro dell’Istruzione superiore del Kirghizistan. “Oggi il suo studio è particolarmente rilevante nel contesto dei cambiamenti climatici, delle sfide ambientali, dell’uso sostenibile delle risorse naturali e della preservazione del patrimonio culturale”.
Il primo ministro kirghiso Adylbek Kasymaliyev ha assicurato che il villaggio non sarà un’iniziativa isolata. L’obiettivo è mantenerlo aperto come attrazione turistica e usarlo per far conoscere ai visitatori il passato del Paese. “Non conserviamo l’eredità dei nostri antenati solo dietro il vetro dei musei, la riportiamo nella vita delle persone. Costruiamo yurte ancora oggi, è un patrimonio vivente”, ha dichiarato Kasymaliyev.



