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6 Giugno 2026

Truffe tramite annunci nei videogiochi: guida pratica per riconoscerle

In questo articolo spiego i metodi più comuni con cui gli inserzionisti malintenzionati usano gli annunci nei giochi per truffare gli utenti e fornisco controlli pratici per proteggere dispositivi e dati

Truffe tramite annunci nei videogiochi: guida pratica per riconoscerle

È capitato a molti: mentre si gioca su smartphone o PC, compare all’improvviso un messaggio che annuncia problemi sul dispositivo, sull’account cloud o sulla sicurezza personale. Questi avvisi possono avere toni allarmanti — «Il tuo dispositivo è stato infettato» o «Il tuo spazio su iCloud è esaurito» — e spingono a seguire link, installare app o inserire dati di pagamento. Anche se alcune app e giochi offrono annunci legittimi per ottenere bonus o vite extra, nel panorama pubblicitario digitale si sono infiltrati operatori fraudolenti che comprano spazi per diffondere truffe.

Le campagne truffaldine sfruttano il meccanismo del panico e la credibilità apparente di loghi o testi tecnici. Spesso i messaggi imitano avvisi di sicurezza, fingono di provenire da provider, da presunti «dipartimenti di sicurezza» o addirittura dall’App Store o dal Play Store. Capire come si presentano e quali sono i segnali di allarme è la prima difesa per non cadere nella trappola.

Truffe ricorrenti negli annunci: esempi concreti e rischi reali

Una pratica comune è quella della falsa richiesta di aumento dello spazio cloud: l’utente viene indirizzato a una pagina che sostiene che i file saranno cancellati se non si acquista un piano. Queste pagine, pur variando nell’aspetto, condividono lo stesso obiettivo: raccogliere dati personali e informazioni di pagamento. Un altro schema frequente è l’avviso che dichiara la presenza di virus, spesso con messaggi sensazionalistici del tipo «iOS danneggiato al 72%» o «il dispositivo verrà bloccato entro minuti». Tali messaggi mirano a generare fretta per indurre al clic e al download di software non necessario.

App dannose, adware e fleeceware

Il software scaricato dopo aver seguito un annuncio può essere molto diverso a seconda del sistema operativo e della geolocalizzazione. In casi relativamente benigni si tratta di adware che mostra pubblicità invasive; in scenari peggiori può trattarsi di programmi finalizzati al furto di dati. Esiste anche il fenomeno delle fleecewareapp che offrono periodi di prova molto brevi e poi avviano abbonamenti nascosti dal costo elevato, a volte centinaia di euro all’anno, pur mantenendo funzioni minime.

Controlli pratici e comportamenti da adottare

La regola d’oro è non agire in fretta. Un primo controllo semplice è verificare se l’avviso scompare passando a un’altra app: i veri avvisi di sistema rimangono visibili anche quando si cambia applicazione, mentre i pop-up del browser o del gioco spariscono insieme alla scheda. Un altro passo importante è esaminare l’URL di destinazione prima di procedere: aziende come Apple, Google o i provider principali usano domini ufficiali e riconoscibili; un indirizzo sospetto o tortuoso è un campanello d’allarme. Se il messaggio sembra provenire da un’azienda, è meglio accedere direttamente al sito ufficiale o all’app autorizzata per verificare lo stato dell’account.

Quando si arriva a una pagina che simula gli store ufficiali, fare attenzione: gli app store contraffatti possono apparire molto simili all’originale. In questi casi controllare le recensionile autorizzazioni richieste dall’app e il nome dello sviluppatore aiuta a valutare l’affidabilità. Inoltre, usare una soluzione di sicurezza aggiornata in tempo reale è fondamentale per bloccare siti dannosi e app malevole prima che possano installarsi o eseguire codice dannoso.

Segnali immediati di possibile truffa

Tra i segnali più evidenti: messaggi che minacciano scadenze irrealistiche, richieste di pagamenti immediati per evitare la perdita di dati, grammatica scadente nella pagina o URL che non coincidono col marchio dichiarato. Un altro elemento è la pressione a installare un’app di «pulizia» o «sicurezza» senza passare dallo store ufficiale: le aziende affidabili raramente invitano a installazioni fuori dai canali autorizzati.

Infine, è importante ricordare che i truffatori possono conoscere più informazioni personali di quanto si pensi: dati di profilo, preferenze di navigazione e app utilizzate facilitano la creazione di messaggi credibili. Per questo motivo è necessario limitare la condivisione non necessaria dei propri dati e controllare frequentemente impostazioni di privacy e permessi delle applicazioni installate.

In sintesi, la prudenza e alcuni semplici controlli tecnici — verifica dell’URL, conferma tramite canali ufficiali, attenzione alle richieste di pagamento e uso di un antimalware aggiornato — riducono drasticamente il rischio di truffe legate agli annunci nei giochi. Agire con calma e diffidare dei messaggi che puntano tutto sul panico rimane la miglior difesa.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.