Salta al contenuto
11 Agosto 2026

Titoli ignorati: i videogiochi che non hanno avuto il successo che meritavano

Dai budget elevati ai licenziamenti di massa, il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione. Scopriamo perché alcuni titoli meritevoli non hanno avuto il successo sperato.

Titoli ignorati: i videogiochi che non hanno avuto il successo che meritavano

Il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione, con budget sempre più elevati e un mercato sempre più competitivo. Nonostante ciò, alcuni titoli di qualità non riescono a trovare il loro pubblico. In questo articolo, esploreremo alcuni di questi giochi e i motivi per cui non hanno avuto il successo che meritavano.

Dai licenziamenti di massa agli errori di marketing, ci sono molte ragioni per cui un gioco può fallire commercialmente. Tuttavia, alcuni titoli meritano una seconda possibilità. Scopriamo insieme quali sono e perché dovresti dar loro una chance.

The Callisto Protocol: un fallimento annunciato?

The Callisto Protocol sviluppato da Striking Distance Studios e pubblicato da Krafton è stato uno dei titoli più attesi del 2026. Con un budget stimato di oltre 160 milioni di dollari, il gioco prometteva di riportare in vita il genere del survival horror fantascientifico. Tuttavia, nonostante le sue qualità, il gioco non è riuscito a raggiungere il successo sperato.

Il penitenziario di Black Iron, ambientato su una luna di Giove, offriva una direzione artistica di alto livello e un comparto tecnico all’avanguardia. Il sistema di smembramenti e mutazioni era uno dei più elaborati mai visti nel genere. Tuttavia, il confronto diretto con il remake di Dead Space pubblicato pochi mesi dopo, ha segnato la fine del gioco.

Il fondatore di Striking Distance Studios, Glen Schofield ha annunciato il suo ritiro dal lavoro quotidiano sullo sviluppo dopo 35 anni di carriera. Prima del suo addio, aveva bussato più volte alla porta di EA per proporre Dead Space 4 ma la risposta è stata sempre la stessa: un secco rifiuto.

Immortals of Aveum: un progetto coraggioso

Immortals of Aveum sviluppato da Ascendant Studios e pubblicato da EA sotto l’etichetta EA Originals è un altro esempio di un gioco che non ha avuto il successo che meritava. Il gioco, pubblicato il 22 agosto 2026, è uno sparatutto in prima persona single player dove le bocche da fuoco lasciano il posto a un arsenale di magie.

Il gioco offriva una campagna cinematografica dal ritmo forsennato e un sistema di magie unico. Tuttavia, il calendario di uscita, incastrato tra titoli come Baldur’s Gate 3 e Starfield ha reso difficile per il gioco trovare il suo pubblico. A debacle consumata, il creative director Bret Robbins è stato costretto a tagliare il 45% del team a meno di un mese dal lancio.

Oggi, Immortals of Aveum si trova a prezzi ridicoli, un destino che molti giochi di qualità condividono. Robbins, nel frattempo, guida Absurd Marin una costola di Absurd Ventures di Dan Houser insieme a diversi ex Ascendant.

Kunitsu-Gami: Path of the Goddess: un ibrido unico

Anche i publisher più affermati non sono immuni dai fallimenti commerciali. Kunitsu-Gami: Path of the Goddess sviluppato da Capcom è un ibrido tra azione e strategia ispirato al folklore giapponese. Il gioco, nei panni dello spirito guerriero, offre un’esperienza unica nel suo genere.

Tuttavia, nonostante la sua unicità, il gioco non è riuscito a trovare il suo pubblico. Questo è un esempio di come anche i titoli di qualità possano fallire commercialmente, indipendentemente dal publisher.

Tuttavia, alcuni titoli di qualità non riescono a trovare il loro pubblico. Speriamo che questo articolo ti abbia dato una nuova prospettiva su alcuni di questi giochi e ti abbia ispirato a dar loro una seconda possibilità.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.