Negli ultimi anni le attività quotidiane dei ragazzi si sono sempre più intrecciate con mondi virtuali come videogiochi, social network, acquisti in-app e scommesse online. Questa fusione rende difficile distinguere tra normale intrattenimento e comportamento a rischio, soprattutto per le fasce d’età più vulnerabili.
Studi universitari sulle dipendenze digitali tra gli adolescenti
Un’indagine condotta dall’Addiction Science Lab dell’Università di Trento su 2.514 studenti tra i 12 e i 16 anni, distribuiti in 40 scuole europee, ha rivelato che il 42 % dei partecipanti presenta un altissimo rischio di uso problematico di internet. I fattori che emergono più frequentemente sono sofferenza psicologica, ansia, depressione, impulsività, difficoltà nella gestione delle emozioni e isolamento sociale. Questi elementi, se non riconosciuti in tempo, possono trasformarsi in dipendenze strutturali.
Meccanismi economici nascosti nei videogiochi
Un sondaggio su 1.788 genitori trentini ha mostrato che il 45,6 % non conosce il termine “loot box” e il 17,2 % ignora i sistemi di monetizzazione presenti nei giochi gratuiti. Anche micro-transazioni di pochi euro possono creare un ciclo di spesa ricorrente e condizionare il comportamento del giovane, avvicinandolo ai modelli tipici del gambling.
Il fenomeno del gioco d’azzardo in Piemonte: dati di Asti e impatti sociali
Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2025 gli abitanti di Asti hanno speso quasi cinquecento milioni di euro in attività di gioco d’azzardo. Le slot online hanno registrato un picco di 193 milioni di euro, seguite da slot fisiche (130 milioni) e scommesse sportive (89 milioni). Le slot sfruttano piccole vincite frequenti, suoni, luci e incentivi psicologici per mantenere alta la motivazione del giocatore.
Il consumo medio regionale si attesta a 2.322 euro a persona, con l’Astigiano al di sotto della media (2.146 euro). Tuttavia, la spesa complessiva del Piemonte ha superato i 9,8 miliardi di euro, posizionando la regione tra le più colpite d’Italia. Le autorità regionali avvertono che questo fenomeno non riguarda solo la salute individuale, ma può favorire infiltrazioni mafiose nel riciclaggio di denaro.
Segnalazioni dal punto di ascolto a Ravenna: l’aumento tra i giovani
Lo sportello ESC di Ravenna, attivo dal 2020, ha registrato un incremento costante di richieste di aiuto. Nell’ultimo anno sono state accolte circa sessanta persone, con una crescita evidente di utenti tra i 18 e i 25 anni. La giovane età degli interventi indica una crescente consapevolezza del pericolo da parte dei giocatori, che cercano supporto prima che la dipendenza diventi patologica.
Profilo di genere e ruolo dei familiari
Tra i giovani, la maggior parte dei richiedenti è maschile, mentre le donne tendono a iniziare a giocare più tardi ma rappresentano comunque una quota significativa. I familiari, soprattutto genitori, si avvicinano per dubbi legati al denaro: “Il figlio guadagna 1.700 euro ma sembra sempre senza soldi”. Questo dimostra come il gioco d’azzardo possa compromettere la stabilità economica familiare.
Le testimonianze evidenziano che nessuna fascia d’età è immune: anche i pensionati, spesso percepiti come vulnerabili, ricorrono al gioco per “riacquistare un brivido”. La diffusione di offerte aggressive sui social rende indispensabile un intervento precoce sia da parte delle famiglie sia delle istituzioni scolastiche.
Rilevanza della prevenzione e prossimo passo
Gli esperti concordano sul fatto che la prevenzione deve iniziare prima dell’insorgenza del problema. Formazione per genitori, programmi educativi nelle scuole e una maggiore trasparenza sui meccanismi di monetizzazione dei videogiochi sono gli strumenti consigliati. Solo un’azione coordinata tra ricerca, servizi di supporto e comunità educativa potrà offrire ai giovani gli strumenti per navigare in modo consapevole tra gaming, social e scommesse online.



