Le ultime indagini mostrano che l’azzardo sta diventando una vera piaga nei centri con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. Analizzando più di 3.000 comuni, che rappresentano quasi il 40% del territorio nazionale, si evidenzia una spesa complessiva di 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online, con perdite che superano i 4,6 miliardi.
Il fenomeno non è limitato alle grandi città: sono i piccoli comuni a registrare i tassi più alti di partecipazione, soprattutto grazie alla diffusione capillare del gioco online. In Toscana, ad esempio, sono attivi 823.560 conti di gioco digitale, pari al 4,8% del totale italiano, corrispondenti a 314 conti ogni 1.000 residenti.
Dati regionali: Toscana e il caso emblematico di Arezzo
Nel 2025 la Toscana ha registrato una raccolta media pro capite di 1.896,26 euro, mentre i comuni con popolazione tra 2.000 e 9.999 abitanti hanno una media di 1.859,14 euro. Arezzo, nella stessa fascia, ha visto una spesa di 732.543.061,35 euro, suddivisa in videolottery (159,1 milioni), betting exchange (5,0 milioni), bingo (10,8 milioni) e giochi di abilità a distanza (337,9 milioni). Il lotto, le lotterie e l’ippica hanno contribuito con ulteriori centinaia di milioni.
Il volume totale raccolto dall’azzardo italiano nel 2025, includendo canali fisici e a distanza, ha raggiunto i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL, con una crescita del 5% rispetto al 2024. Le perdite per i giocatori si avvicinano ai 22 miliardi, di cui il canale digitale supera i 100 miliardi.
Provincia di Ravenna: crescita online e impatto economico
Nel 2024 la provincia di Ravenna ha registrato una spesa complessiva di 455,9 milioni di euro, con una perdita netta di 25,2 milioni per i cittadini. Il gioco online è cresciuto del 13,5%, traducendosi in oltre 50 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Alcuni comuni, come Alfonsine, hanno raggiunto una spesa pro capite di 3.063 euro, mentre Sant’Agata sul Santerno supera i 4.000 euro, con una predominanza di giochi fisici.
La densità dei punti vendita è notevole: 350 strutture tra agenzie scommesse, bar, tabacchi, sale bingo e circoli privati. La raccolta nel 2024 è salita a 455,9 milioni, di cui 430,7 milioni sono stati vinti, lasciando una perdita di 25,2 milioni, di cui 11,3 milioni nella sola città di Ravenna.
Ludopatia: gruppi a rischio e risposte istituzionali
Il profilo della dipendenza da gioco sta mutando. Nella provincia di Caserta, l’ASL ha osservato un aumento dei casi tra donne over 65, spesso pensionate e vedove, attratte da scommesse nei tabacchi. Per questo è stato attivato un servizio telefonico dedicato agli anziani, mentre per i giovani (under 35) è disponibile una linea di assistenza dal lunedì al venerdì.
Le autorità locali hanno sperimentato sportelli di aiuto all’interno delle sale bingo in collaborazione con la rete Codere, ma i risultati sono stati deludenti. Parallelamente, la Polizia di Stato, attraverso la Squadra Mobile di Caserta, effettua controlli sia amministrativi sia investigativi per contrastare il gioco illegale e il riciclaggio di denaro legato alla criminalità organizzata.
Secondo gli esperti, le perdite medie regionali ammontano a 2.680 euro per adulto; se trasformate in risorse collettive, potrebbero finanziare la costruzione di dodici ospedali da 500 posti letto ciascuno. La mancanza di politiche preventive e di normative più restrittive alimenta ulteriormente la crescita del fenomeno.



