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3 Settembre 2026

Fasano 2026: il caso della bandiera palestinese ai Giochi del Mediterraneo

Durante i Giochi del Mediterraneo 2026, una famiglia è stata invitata a rimuovere una bandiera palestinese e magliette con la scritta 'Free Palestine' dal Palazzetto di Fasano.

Fasano 2026: il caso della bandiera palestinese ai Giochi del Mediterraneo

Durante i Giochi del Mediterraneo 2026 un episodio avvenuto a Fasano ha scatenato una vivace polemica. Una famiglia italo-tunisina, composta da genitori e due figli, è stata invitata a rimuovere una bandiera palestinese e a girare le magliette con la scritta ‘Free Palestine’ indossate dai bambini, oppure a lasciare l’impianto sportivo. L’episodio, avvenuto durante una partita di pallamano femminile tra Tunisia e Kosovo, ha coinvolto organizzatori, associazioni e istituzioni locali.

L’episodio contestato al Palazzetto di Fasano

La famiglia, che segue regolarmente le partite della Tunisia, era entrata normalmente nel Palazzetto dello Sport di Vigna Marina a Fasano. Tuttavia, alcuni addetti li hanno avvicinati chiedendo di rimuovere la bandiera e di girare le magliette dei bambini. La richiesta è stata motivata con il fatto che l’evento non fosse di natura politica. La famiglia ha rifiutato, scatenando una serie di reazioni.

Secondo quanto denunciato da Global Sumud Puglia e Fasano per Gaza non esiste alcun divieto specifico nell’esposizione di simboli politici o religiosi da parte del pubblico nei documenti ufficiali del Comitato Organizzatore. Le associazioni hanno richiesto chiarimenti sul comportamento tenuto all’interno del palazzetto e sulle regole applicate agli spettatori.

La posizione del sindaco Zaccaria

Il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria è intervenuto sulla vicenda definendola ‘incomprensibile’ se confermata. Ha richiamato l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di manifestazione del pensiero e ha sottolineato l’importanza dei Giochi del Mediterraneo come veicolo di pace e dialogo tra i popoli.

‘Per quanto mi riguarda, se all’interno del nostro Palazzetto arrivassero insieme le bandiere della Palestina e di Israele, della Russia e dell’Ucraina, dovrebbero trovare tutte spazio, tutte accoglienza. Nel contesto dei Giochi del Mediterraneo, non sarebbero divisione, sarebbero veicolo di pace’, ha dichiarato Zaccaria.

Disparità di trattamento e domande aperte

La vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione dell’episodio e sull’uniformità delle regole applicate all’interno degli impianti. La famiglia aveva già assistito a partite della Tunisia in altre sedi dei Giochi, come Francavilla e Taranto, senza problemi. Inoltre, il giorno successivo alla partita contestata, durante la finale di pallamano femminile tra Italia e Tunisia, altri tifosi hanno indossato magliette simili senza ricevere alcuna contestazione.

Questo dettaglio ha alimentato ulteriormente le domande sulla coerenza delle decisioni prese dagli organizzatori e sulla gestione degli eventi sportivi. Le associazioni hanno richiesto la pubblicazione dei protocolli di sicurezza e sollecitato verifiche formali al Comitato Organizzatore per evitare che episodi simili si ripetano.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.