Corsi sul digitale per il patrimonio culturale in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta

Un percorso formativo pratico pensato per professionisti e studenti che operano nella valorizzazione e gestione dei beni culturali

Il HUB Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta nasce come iniziativa dedicata alla transizione digitale nel settore dei beni culturali, promossa da CampusStore in collaborazione con Fondazione Santagata, Istud e la Scuola di Robotica. L’obiettivo è offrire percorsi formativi che mettano al centro competenze tecnologiche e strategie di valorizzazione per musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura.

Attraverso moduli teorico-pratici, laboratori e interventi specialistici, i corsi aiutano a comprendere come le tecnologie emergenti possano essere applicate per migliorare accesso, conservazione e fruizione del patrimonio.

La proposta formativa è pensata per chi quotidianamente si occupa di tutela, gestione e promozione del patrimonio culturale: dalle istituzioni pubbliche ai privati. Ogni percorso integra contributi di ricerca e casi pratici, con lezioni tenute da professionisti e studiosi di riconosciuta esperienza. Grazie a questa impostazione, i partecipanti possono consolidare competenze operative e strategiche, costruire reti professionali e sperimentare strumenti digitali applicati al settore culturale.

Offerta formativa e corpo docente

Il catalogo dei corsi prevede interventi affidati a docenti e consulenti con profili diversificati: tra i nomi coinvolti figurano Alessandro Bollo, Paola Borrione, Emanuele Micheli e Antonio Scuderi. I moduli spaziano da lezioni introduttive a workshop avanzati, combinando teoria, best practice e sessioni operative. L’impostazione mira a fornire strumenti immediatamente spendibili in contesti lavorativi, puntando su metodologie attive e su learning by doing per favorire l’applicazione concreta delle tecnologie al servizio del patrimonio culturale.

Temi principali trattati

I contenuti approfondiscono quattro ambiti chiave: realtà virtuale e realtà aumentata, il ruolo del gaming nella fruizione, l’uso di small e big data per l’offerta culturale, il digital marketing culturale e l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai beni culturali. La realtà virtuale e la realtà aumentata vengono esplorate sia come strumenti di narrazione che come canali di accessibilità; i big data sono invece analizzati in ottica di audience development e gestione delle collezioni. Il digital marketing culturale offre strategie per promuovere eventi e collezioni, mentre l’intelligenza artificiale è proposta come leva per automazione, catalogazione e analisi predittiva.

Destinatari e opportunità di aggiornamento

L’offerta formativa si rivolge a un pubblico ampio ma specialistico: personale del Ministero della Cultura e di altre pubbliche amministrazioni; professionisti e imprese attive nel settore dei beni culturali; operatori di istituti culturali pubblici e privati; consulenti ed esperti del comparto; studenti laureandi, specializzandi e dottorandi interessati alle tecnologie applicate al patrimonio. Partecipare significa ottenere una formazione mirata, ampliare la propria rete di contatti professionali e acquisire strumenti concreti per interpretare i cambiamenti legati alla digitalizzazione e alla fruizione contemporanea dei beni culturali.

Sedi e modalità pratiche

I corsi si svolgono in diverse sedi regionali per favorire la partecipazione sul territorio: a Torino presso il Cottino Social Impact Campus, a Genova nella Scuola di Robotica, a Baveno presso la Istud Business School, ad Asti nella Fondazione Giovanni Goria e ad Aosta al Museo Archeologico Regionale. La programmazione prevede sessioni in presenza arricchite da materiali digitali e tutoraggio, con calendari aggiornati regolarmente: per consultare gli appuntamenti e registrarsi è possibile verificare le disponibilità e prenotare il proprio posto online.

Perché partecipare e prossimi passi

Frequentare questi percorsi consente di trasformare la conoscenza tecnologica in pratiche concrete per la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio: dai progetti di digital storytelling che utilizzano gaming e realtà aumentata, ai sistemi di analisi basati su big data fino ai prototipi sperimentali che integrano intelligenza artificiale. L’approccio formativo privilegia l’interdisciplinarità e il confronto tra esperienze diverse, permettendo a partecipanti con background differenti di lavorare su casi reali. Per chi opera nel settore culturale o aspira a farlo, queste occasioni rappresentano un investimento strategico per restare aggiornati e aumentare l’impatto delle proprie azioni sul pubblico.

Per maggiori informazioni, consultare il calendario e le schede dei singoli corsi: Scopri i corsi disponibili e prenota il tuo posto per iniziare un percorso di aggiornamento concreto e mirato sulle nuove frontiere digitali applicate al patrimonio culturale.

Scritto da Andrea Conforti

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