Il catalogo di Narrattiva è noto per ospitare una ricca selezione di giochi horror, inclusi titoli che hanno lasciato il segno nella comunità del gioco narrativo come La mia Vita col Padrone. In questo contesto, l’incontro organizzato mette a confronto due autrici riconosciute per il loro approccio originale: Avery Alder e Banana Chan. L’obiettivo non è solo raccontare le ragioni estetiche dell’orrore, ma offrire strumenti concreti per chi progetta esperienze che puntano a suscitare tensione, inquietudine e paura.
L’evento è pensato come un workshop pratico e intensivo, rivolto a designer, narratori e appassionati curiosi di approfondire il design dell’orrore. Si tratteranno aspetti tecnici e narrativi, esempi concreti e esercizi applicati, con attenzione alle dinamiche che rendono un gioco davvero inquietante. L’appuntamento è in lingua inglese per favorire il confronto internazionale e la condivisione di pratiche eterogenee.
Perché il terrore funziona nei giochi
Il medium videoludico offre modalità uniche per manipolare atmosfera, tempo e interazione, elementi che possono amplificare la percezione della paura più di altri media. Il terrore in un gioco non è solo una questione di immagini o suoni: è il risultato di scelte deliberate nel game design, nella gestione delle aspettative del giocatore e nella costruzione di fragilità emotiva. Durante il workshop si esploreranno come la tensione prolungata, il ritmo della rivelazione e la limitazione delle risorse possano trasformare scenari ordinari in esperienze profondamente disturbanti.
Elementi di design che generano paura
Tra i temi pratici ci saranno le meccaniche che inducono ansia, l’uso del feedback sonoro e visivo per suggerire pericolo e l’implementazione di regole che spingono il giocatore verso scelte difficili. Verrà inoltre analizzato il ruolo del limitato potere del giocatore come leva narrativa: privare il giocatore di controllo o renderlo incerto sulle conseguenze delle proprie azioni è spesso più efficace di scene cruenti nel generare tensione. Saranno presentati esempi tratti dal catalogo di Narrattiva e da pratiche indipendenti.
Il workshop e i relatori
Il laboratorio vede come relatrici due figure di spicco nel panorama dei giochi indie: Avery Alder, nota per approcci innovativi alla narrazione interattiva, e Banana Chan, riconosciuta per sperimentazioni tematiche e strutturali. Le autrici, citate anche con i loro soprannomi artistici, porteranno esperienze personali, casi di studio e sessioni pratiche in cui i partecipanti potranno mettere mano a prototipi o scenari. L’intento è offrire sia teoria pratica sia strumenti immediatamente applicabili ai propri progetti.
Cosa aspettarsi dalla sessione
I partecipanti possono contare su una combinazione di presentazioni, letture critiche e esercitazioni guidate che illustrano come progettare momenti di tensione, costruire architetture narrative e calibrare le meccaniche per massimizzare l’impatto emotivo. Verranno inoltre discussi aspetti etici legati alla rappresentazione della paura e al coinvolgimento emotivo dei giocatori, offrendo spunti su come bilanciare sfida e responsabilità nella progettazione di contenuti sensibili.
Informazioni pratiche per partecipare
L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio alle 16:00, presso Pad.18 O58 – Play Conference. Si ricorda che la sessione sarà in inglese, quindi è consigliata una buona conoscenza della lingua per seguire le parti interattive. L’incontro è ideale per designer, autori di giochi da tavolo e narrativi, sviluppatori indipendenti e chiunque voglia approfondire il ruolo dell’orrore come strumento espressivo. Per motivi logistici è utile arrivare con anticipo e portare materiale per appunti o prototipazione veloce.
Partecipare significa esplorare nuove prospettive sul game design dell’orrore e acquisire tecniche utili per trasformare idee inquietanti in esperienze giocabili. Le competenze affrontate sono trasferibili a diversi formati: videogiochi, giochi di ruolo, giochi da tavolo e performance interattive. Se il tuo interesse è capire come tradurre la paura in meccaniche e narrative efficaci, questo workshop offre una sintesi pratica e ispirante condotta da due autrici capaci di sfidare le convenzioni del genere.