Antonio Nati, un nome ben noto nel mondo dei videogiochi e delle sale giochi ha finalmente ottenuto giustizia. Dopo una lunga battaglia legale, è stato assolto dall’accusa di detenzione di consolle piratate. La vicenda, iniziata nel maggio 2026, ha visto Nati, 54 anni di Arzignano, difendersi con determinazione per dimostrare la legalità del suo materiale.
Un’accusa infondata
Tutto è iniziato durante la fiera Milano Comics and Games del maggio 2026, dove Nati aveva esposto i suoi videogiochi nello stand di Arcadia srl di cui è legale rappresentante. Un criminologo, delegato di diverse società di videogiochi, aveva segnalato alla Guardia di Finanza che le consolle esposte mancavano del contrassegno Siae e che i software erano stati riprodotti illegalmente. Questo ha portato al sequestro di 43 consolle e a una denuncia per contraffazione e violazione del diritto d’autore.
La difesa di Nati
Nati ha risposto con una difesa ben strutturata. Ha evidenziato che il criminologo non era un tecnico e non aveva competenze specifiche. Inoltre, ha dimostrato di aver acquistato regolarmente sia i cabinati che le consolle. Il materiale esposto alla fiera non era destinato alla vendita, ma semplicemente esposto per giocare senza pagamento.
L’archiviazione del caso
Grazie alla difesa dell’avvocato Enrico De Negri, l’inchiesta aperta dalla procura di Busto Arsizio è stata archiviata. Il giudice ha stabilito che l’acquisto della merce era stato regolare e che mancava il dolo del profitto. Nati ha commentato: «È dimostrata la mia correttezza». La notizia dei sigilli aveva circolato nell’ambiente degli appassionati, causando grande preoccupazione per Nati.
La vicenda di Antonio Nati è un esempio di come la passione per i videogiochi possa trasformarsi in una battaglia legale. La sua determinazione e la sua capacità di dimostrare la regolarità dei suoi acquisti hanno portato alla giustizia. Oggi, Nati può finalmente tornare a dedicarsi al suo amore per i videogiochi senza l’ombra di accuse infondate.
Nel frattempo, il mondo dei videogiochi continua a evolversi, con nuove tecnologie e modi di giocare. Ma per chi, come Nati, è cresciuto con le sale giochi degli anni Ottanta e Novanta, il fascino delle macchinette a gettoni rimane insostituibile.



