Workshop e performance a Performing Fest: opportunità per gli studenti dell’Accademia

Tutti gli studenti regolarmente iscritti possono inviare l'autocandidatura entro il 27 febbraio per partecipare ai workshop e alle performance a Performing Fest all'Ente Fiera di Catanzaro

Performing Fest propone un programma di laboratori e azioni performative all’Ente Fiera di Catanzaro dal 7 al 14 marzo. L’iniziativa è rivolta a tutti gli studenti regolarmente iscritti all’anno accademico in corso e combina percorsi tecnici sui videogame e gli ambienti interattivi con pratiche corporee e performative.

Dal punto di vista del partecipante, l’offerta mira a favorire competenze interdisciplinari tra tecnologie digitali e arti performative. Per partecipare è richiesta l’invio di un’autocandidatura entro le ore 12.00 del 27 febbraio all’indirizzo [email protected].

Come partecipare e servizi per gli studenti

Per partecipare gli studenti devono inviare un’autocandidatura entro le ore 12.00 del 27 febbraio all’indirizzo [email protected]. La selezione avverrà sulla base dei profili presentati e della disponibilità dei posti.

I candidati selezionati avranno a disposizione navette riservate con partenza quotidiana dal centro storico e ritorno a fine giornata. Il servizio intende garantire collegamenti pratici e puntuali con la sede delle attività.

Le assenze giustificate relative a laboratori e performance saranno considerate valide ai fini dell’obbligo di frequenza. Questo riconoscimento è rivolto esclusivamente agli studenti coinvolti nelle attività previste dal programma.

Dal punto di vista organizzativo, le informazioni logistiche e l’elenco dei selezionati saranno comunicate tramite email agli indirizzi forniti in autocandidatura.

I dettagli sul luogo e sugli orari dei singoli laboratori saranno pubblicati sul sito ufficiale dell’ente.

Panoramica dei workshop tecnici e creativi

I dettagli sul luogo e sugli orari dei singoli laboratori saranno pubblicati sul sito ufficiale dell’ente. Il programma comprende nove workshop pensati per chi opera nel campo digitale e creativo.

Ciascun laboratorio propone approcci pratici e sperimentali e spesso si conclude con restituzioni pubbliche o azioni dal vivo. Tra i temi affrontati figurano la fotogrammetria avanzata, le pratiche di resistenza digitale e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei workflow di produzione.

Per resistenza digitale si intende l’insieme di tecniche volte a preservare l’accesso e l’integrità dei contenuti digitali in contesti di limitazione o rischio. I workshop dedicati alla conservazione del patrimonio digitale illustrano metodologie operative e strumenti open source utilizzabili in ambito culturale e didattico.

Gli interventi didattici privilegiano esercitazioni sul campo e case study applicati al settore videoludico e alle piattaforme per console. I partecipanti potranno sperimentare pipeline di produzione, tecniche di scansione 3D e processi di integrazione algoritmica, con attenzione all’usabilità e alla replicabilità.

I programmi includono inoltre sessioni su aspetti etici e normativi legati all’uso dell’AI nella creatività digitale. Come emerge dalla letteratura scientifica, la gestione dei dati e dei modelli richiede procedure trasparenti e verificabili per tutelare autori e fruitori.

In chiusura, il calendario completo dei singoli workshop e le modalità di iscrizione saranno resi disponibili sul sito dell’ente non appena definiti; si prevede la pubblicazione degli orari e delle sedi prima dell’avvio delle attività.

Fotogrammetria, AI e pipeline per videogame

Due workshop dedicati alle tecniche di produzione per videogame illustreranno il flusso operativo dalla cattura del dato fisico alla creazione degli asset digitali. Il 7 marzo (15.00–18.00) Diego Ganga conduce una sessione su fotogrammetria avanzata, con focus sul sistema SFERA e sulle fasi di acquisizione, ricostruzione e ottimizzazione.

Il 8 marzo (11.00–13.00) Pietro Pirino approfondisce l’impiego dell’AI nella modellazione 3D, nella generazione di concept e nella produzione di texture PBR. Gli interventi presentano l’intelligenza artificiale come strumento di accelerazione creativa e non come sostituto del progettista, illustrando tecniche emergenti come il 3D Gaussian Splatting per la visualizzazione neurale real-time e i criteri di integrazione nella pipeline di produzione.

I contenuti puntano a fornire competenze operative e verificabili per sviluppatori e artisti digitali. I dati real-world evidenziano un’adozione crescente di workflow ibridi che combinano acquisizione fotogrammetrica e strumenti di AI, migliorando tempi di produzione e qualità degli asset. Materiali didattici e risorse saranno resi disponibili sul sito dell’ente non appena definiti; è prevista la pubblicazione degli orari e delle sedi prima dell’avvio delle attività.

Codice, conservazione e sicurezza

Nei giorni indicati si svolgono tre appuntamenti focali su codice, conservazione e sicurezza digitale. Lorenzo Antei terrà un laboratorio di live coding il 9 marzo, mentre il 10 marzo mattina Maurizio Lucchini guiderà un seminario-workshop sulle estetiche e pratiche della resistenza digitale. Il pomeriggio del 10 marzo Emiliano Russo affronterà il tema del restauro digitale. I dettagli logistici e gli orari saranno pubblicati sul sito dell’ente.

Il laboratorio di Antei intende trasformare l’errore e l’instabilità in gesto performativo, esplorando tecniche di programmazione in tempo reale e interazione con il pubblico. Lucchini proporrà strumenti pratici di autodifesa digitale rivolti a chi opera in contesti di sorveglianza e censura, con esercitazioni applicative. Russo confronterà teorie tradizionali del restauro con le sfide specifiche della conservazione di videogiochi e opere di software art, definendo restauro digitale come l’insieme di pratiche finalizzate alla preservazione dell’accessibilità e del valore culturale del software.

Laboratori corporei, performance e ricerche sceniche

In continuità con il programma sulle pratiche digitali, il festival dedica una sezione alle sperimentazioni sul corpo e sull’azione performativa.

I laboratori corporei sono intesi come spazi di ricerca in cui si esplorano i rapporti tra interprete, oggetto scenico e tecnologia. Gli studenti partecipano a percorsi pratici che combinano movimento, voce e suono.

Il programma include esercizi sulla relazione tra attore e marionetta e sessioni collettive di composizione scenica. Queste pratiche puntano a sviluppare tecniche di creazione condivisa e a favorire l’integrazione di dispositivi interattivi nella performance.

Dal punto di vista della formazione, l’approccio privilegia il metodo laboratoriale e la sperimentazione continua. I docenti accompagnano i partecipanti nell’elaborazione di materiali performativi suscettibili di ulteriori sviluppi nelle produzioni future.

Corpo, marionetta e risonanze

A seguito dei laboratori già citati, la programmazione prosegue con proposte focalizzate sul rapporto tra organismo vivente e oggetto scenico. Nello Costabile conduce Interazioni fra corpi: l’attore e la marionetta, un laboratorio previsto dall’8 al 10 marzo con la performance live del 10 marzo alle 12.00. L’attività indaga lo spazio di relazione tra corpo vivente e corpo inerte, culminando in una performance ispirata a libretti d’opera adattati per il teatro di marionette.

In sequenza, Zaches Teatro propone Il corpo che anima, in programma dal 9 al 13 marzo con il live del 13 marzo alle 12.00. Il percorso combina formazione e creazione per esplorare il corpo collettivo come organismo unitario e integra il lavoro sonoro del compositore nella costruzione scenica. I docenti accompagnano i partecipanti nell’elaborazione di materiali performativi suscettibili di ulteriori sviluppi nelle produzioni future.

Ascolto, respiro e performance site-specific

Caterina Forte propone Corpo d’azione (11–12 marzo), che mette in relazione pratica artistica, ricerca corporea e sperimentazione sonora attraverso il protocollo BrainSound. Dal punto di vista del partecipante, la proposta si concentra sull’elaborazione di materiali performativi integrati e sullo sviluppo di dispositivi espressivi replicabili in contesti differenti.

Giovanna Zanchetta presenta Invisible Actions (11–12 marzo), in cui il respiro funge da motore dell’intenzione e dell’immaginazione. L’approccio privilegia l’improvvisazione guidata e un clima di cura reciproca nel lavoro di gruppo, finalizzato alla produzione di pratiche performative suscettibili di ulteriori sviluppi nelle produzioni future.

Performance finali: pratiche partecipative e cene performative

Il programma presenta due proposte rivolte principalmente agli studenti coinvolti nelle residenze. Si tratta di iniziative che combinano pratica collettiva e riflessione critica sui rituali del mangiare e del gesto condiviso. Le performance sono previste il 14 marzo, con preparazione nelle giornate dell’11 al 13 marzo, e si svolgeranno presso le strutture indicate dal cartellone del festival.

Go phutholola di Lerato Shadi propone un’azione collettiva basata sulla ripetizione e sul trasferimento di un gesto semplice. L’opera mira a mettere in evidenza la dimensione formativa della pratica condivisa e la cura reciproca all’interno del gruppo. Dal punto di vista del pubblico, la ripetizione funziona come dispositivo di apprendimento somatico e di coesione sociale.

Gastronomy Beyond Earth di Victoria Vesna si forma come una cena performativa che indaga il valore, la scarsità e la progettazione di pasti destinati a viaggiatori spaziali. L’intervento declina il concetto di Atomic Gold Standard come prova pratica e critica dei criteri economici e simbolici che regolano il cibo in contesti estremi. I partecipanti sono coinvolti in un’esperienza sensoriale e discorsiva che costituisce anche un laboratorio di riflessione sul rapporto tra tecnologia, risorse e nutrizione.

I progetti sono concepiti per favorire ulteriori sviluppi nelle produzioni successive e per integrare pratiche performative che possano essere replicate o evolute in contesti professionali. I risultati attesi riguardano sia l’ampliamento delle competenze pratiche degli studenti sia la documentazione critica delle procedure sperimentate.

In continuità con i risultati attesi, il programma dettagliato dei workshop e delle performance è consultabile nell’elenco ufficiale fornito dall’organizzazione. La scadenza per le candidature resta fissata al 27 febbraio, ore 12.00, tramite invio a [email protected]. La partecipazione garantisce accesso a esperienze formative, opportunità di ricerca pratica e confronto diretto con artisti e tecnici del settore. La comunicazione degli esiti e le modalità di partecipazione saranno rese note dall’organizzazione nei prossimi aggiornamenti.

Scritto da AiAdhubMedia

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