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La Serie A è la massima divisione del calcio maschile in Italia. La competizione è organizzata dalla Lega Calcio Serie A sotto l’egida della FIGC.
Fondata nel 1898, la manifestazione ha assunto la forma moderna del girone unico a partire dall’edizione 1929-30, uniformando il calendario e consolidando la denominazione attuale.
Nel corso degli anni il numero di partecipanti è variato; dal 2004-05 il campionato si disputa con 20 squadre, nella formula con trentotto giornate di andata e ritorno.
Struttura e meccanismi del campionato
La stagione si disputa con un calendario che va comunemente da agosto a maggio e prevede trentotto giornate a girone di andata e ritorno. Ogni vittoria vale tre punti, il pareggio un punto e la sconfitta zero punti; tale sistema è in vigore dal 1994-95.
Al termine delle giornate la prima classificata ottiene lo scudetto e il titolo di campione d’Italia.
La graduatoria determina le partecipazioni alle competizioni europee: le prime quattro accedono alla UEFA Champions League, la quinta e la vincitrice della Coppa Italia accedono alla UEFA Europa League. La sesta classificata può qualificarsi per la UEFA Conference League in base ai piazzamenti e alle determinazioni della federazione. I criteri di accesso seguono i regolamenti della UEFA e le disposizioni della federazione nazionale.
Promozioni, retrocessioni e spareggi
I criteri di accesso seguono i regolamenti della UEFA e le disposizioni della federazione nazionale. Il regolamento prevede la retrocessione diretta in Serie B delle ultime tre classificate, sostituite dalle squadre promosse dal campionato cadetto.
In caso di parità di punti la posizione in classifica è determinata prioritariamente dagli scontri diretti, tramite la classifica avulsa, seguita dalla differenza reti negli scontri diretti, dalla differenza reti complessiva e dal maggior numero di gol segnati. Dal 2026 sono stati reintrodotti gli spareggi esclusivamente per l’assegnazione dello scudetto e per le retrocessioni, misura che ripristina confronti decisivi sul campo per definire gli esiti finali della stagione.
Simboli, riconoscimenti e record storici
A seguire, i simboli e i riconoscimenti che contraddistinguono il titolo nazionale e il palmarès delle società.
L’scudetto è il distintivo tricolore che la squadra campione indossa sulla maglia nella stagione successiva alla vittoria. Introdotto nel 1924-25, rappresenta il riconoscimento pubblico del titolo nazionale. Scudetto
Dal 1960-61 al club campione viene consegnata la Coppa Campioni d’Italia, trofeo ufficiale che accompagna la celebrazione della vittoria. La coppa integra il sistema di riconoscimenti acquisiti nel corso della stagione.
Nel 1958 Umberto Agnelli propose l’adozione della stella come segno distintivo per le società che raggiungono dieci vittorie nel torneo. La prima società a esporre la stella fu la Juventus, dopo il decimo scudetto 1957-58. Successivamente Inter e Milan adottarono la stessa pratica.
Nel tempo alcune società hanno aggiunto ulteriori stelle per segnare traguardi successivi. Oggi la presenza di stelle e dello scudetto sulla divisa resta elemento simbolico e identificativo del palmarès nazionale.
Club, primati e presenze
La situazione dei club in Serie A mette in luce chi detiene i primati e chi ha maggiore continuità. La Juventus conserva il record di successi con 36 scudetti. L’Inter è l’unica società ad aver partecipato a tutte le stagioni a girone unico a partire dal 1929-30.
Tra le società storiche figurano Milan, Roma, Napoli e Torino. Complessivamente sono 68 le società che hanno preso parte ai campionati di Serie A a girone unico fino alla stagione 2026-26, con frequenze di presenza molto diverse tra club tradizionali e formazioni con apparizioni sporadiche.
Rapporto con il calcio europeo e trasformazioni recenti
La posizione della Serie A nel calcio continentale è cambiata nel tempo. Negli anni Ottanta e Novanta il campionato era spesso considerato il più competitivo d’Europa. Successivamente ha perso progressivamente il primato per ragioni sportive e organizzative.
In continuità con i dati sui club, il torneo resta comunque tra i principali campionati europei. Al termine dell’ultima stagione disponibile il campionato risultava secondo nel coefficiente UEFA, alle spalle della Premier League inglese. La situazione riflette dinamiche di competitività, investimenti e rendimento nelle coppe europee.
La competizione mantiene un ruolo centrale nel reclutamento di talenti e nell’attrazione commerciale del calcio europeo, con effetti misurabili su rendimento internazionale e posizionamento dei club.
Impatto dei media e calendario
Dalla seconda metà degli anni Novanta la crescente influenza della televisione ha modificato il calendario delle competizioni italiane. Le emittenti hanno condizionato orari, anticipi, posticipi e l’introduzione di turni infrasettimanali. Il risultato è stato un calendario più frammentato e con meno giornate disputate in contemporanea rispetto al passato.
Nel complesso la Serie A rimane il fulcro del calcio professionistico italiano. La storia del campionato, le trasformazioni regolamentari e i simboli come lo scudetto e la stella ne confermano la centralità. Restano aperti il dibattito e le scelte organizzative tra club, broadcaster e istituzioni sul bilanciamento tra esigenze televisive e regolarità della competizione.

