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13 Ottobre 2026

Il remake di Street Fighter punta su Ryu e Ken, non su Guile

Il nuovo film di Street Fighter riporta Ryu e Ken al centro dell'azione, promettendo azioni spettacolari e un futuro possibile.

Il remake di Street Fighter punta su Ryu e Ken, non su Guile

Il prossimo lunedì 15 ottobre 2026 arriverà nelle sale italiane il tanto atteso film di Street Fighter l’ultimo tentativo di tradurre sul grande schermo l’universo creato da Capcom. Dopo decenni di giochi arcade, di tornei esistenziali e di una saga che ha attraversato più generazioni, il progetto cinematografico si propone di soddisfare le richieste di un pubblico che conosce a fondo i personaggi e le meccaniche di combattimento.

Il nuovo adattamento nasce in un contesto in cui la legacy di Street Fighter è più viva che mai, grazie anche al recente successo di Street Fighter 6. Gli sviluppatori hanno infatti introdotto sistemi più accessibili, come i Modern Controls per attrarre neofiti e allo stesso tempo mantenere alta la sfida per i veterani. Questa rinascita digitale ha creato un terreno fertile per un film che non voglia più ripetere gli errori del passato.

Il film del 1994: una scelta militare che ha oscurato Ryu e Ken

La prima trasposizione live-action, diretta da Jeff Kwitny e interpretata da Jean-Claude Van Damme nei panni di Guile, aveva trasformato il torneo di combattimento in una storia di operazioni militari contro Shadaloo. M. Bison, interpretato da Raul Julia, rapiva operatori umanitari e costringeva il mondo a negoziare, mentre Guile guidava l’operazione di salvataggio. Questa impostazione, seppur ricca di scene d’azione spettacolari, spostava il fulcro narrativo lontano dalle arti marziali e da figure simboliche quali Ryu e Ken, relegandole a semplici comparse.

Ryu e Ken al centro del nuovo adattamento

Il nuovo film, invece, ha deciso di porre al centro la coppia che da sempre rappresenta l’essenza di Street Fighter. Andrew Koji interpreta Ryu, il monaco giapponese alla ricerca del perfezionamento tecnico, mentre Noah Centineo veste i panni di Ken, l’americano carismatico e spavaldo. I trailer mostrano entrambi i protagonisti impegnati in scontri coreografati che evidenziano le loro mosse iconiche – l’Hadouken e il Dragon Punch – lasciando intendere che la loro rivalità sarà il motore narrativo principale.

La rivalità che diventa filo narrativo

Ryu e Ken hanno sempre incarnato la contrapposizione tra disciplina e istinto, tra tradizione e spettacolarità. Ryu è il disciplinato viaggiatore che cerca avversari degni di spingerlo oltre i propri limiti, mentre Ken è il carismatico combattente che combina tecnica e spettacolo. Questa dinamica, tradotta sullo schermo, permette di esplorare temi come l’onore, la crescita personale e la competizione sana, senza perdersi in trame politiche secondarie.

Segnali di un futuro franchise: sequela, animazione e il legame con Street Fighter 6

Il regista Kitao Sakurai ha già confermato che la sceneggiatura di un sequel è in fase di redazione, ma che la sua realizzazione dipenderà dall’incasso del primo film. In un’intervista ha sottolineato che il team sta pianificando la continuazione delle avventure di Ryu e Ken dopo il secondo World Warrior Tournament. Inoltre, la pellicola includerà sequenze animate che ricostruiscono il passato dei due protagonisti, il loro maestro Gouken e il fratello oscuro Akuma, offrendo uno spaccato più profondo della lore.

Interessante è anche l’assenza di Sagat, un personaggio chiave nella saga, dal materiale promozionale finora rilasciato. Questo vuoto ha alimentato le speculazioni dei fan, i quali ipotizzano che l’imperatore del Muay Thai possa diventare il fulcro di un eventuale secondo capitolo. Parallelamente, Street Fighter 6 ha dimostrato che Capcom è capace di reinventarsi: il titolo ha venduto più di 7 milioni di copie, grazie a una combinazione di gameplay accessibile, modalità competitive e una forte componente di live service.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.