Nel cuore di Cassina Rizzardi due realtà diverse hanno trovato un modo originale per mettere a disposizione della collettività oggetti spesso destinati all’oblio. Da un lato, un’educatrice della prima infanzia ha aperto le porte di casa sua per regalare giochi, libri e accessori infantili, raccogliendo nel contempo donazioni destinate alle famiglie in difficoltà. Dall’altro, un’associazione nata nel 2011 utilizza console da gaming per creare laboratori di inclusione sociale rivolti a persone con disabilità e a giovani in situazioni di fragilità.
L’iniziativa solidale di Floremia Malacrida a Cassina Rizzardi
Floremia Malacrida, educatrice di 30 anni, ha trasformato il suo ingresso in un vero e proprio punto di scambio. Da giochi usati a libri per la prima infanzia, tutti gli oggetti sono accessibili a chiunque, senza alcun obbligo di pagamento. Chi desidera, può invece lasciare una offerta libera che l’organizzatrice devolve al Comune per l’acquisto di materiale scolastico destinato a famiglie economicamente svantaggiate. L’operazione nasce dall’idea che gli strumenti didattici usati non debbano finire in discarica, ma possano continuare a contribuire al processo educativo di altri bambini.
Orari e modalità di partecipazione
Il sabato 10 ottobre l’evento è stato suddiviso in due fasce orarie mattutine (9-11) e pomeridiane (15-17), mentre la domenica è proposto dal 10 al 12. L’indirizzo è via Agostino Monti 191/31, a pochi passi dal parcheggio della scuola dell’infanzia Porro Lambertenghi, garantendo così una facile accessibilità per le famiglie del quartiere. Nessun documento è richiesto; basta raggiungere lo spazio, scegliere ciò che serve e, se si sente il desiderio, contribuire con una somma a discrezione.
Risultati e supporto istituzionale
Nel weekend di apertura si sono presentati circa trenta visitatori, raccogliendo un totale di 75 euro di offerte. Il sindaco Alessandro Bellù ha espresso pubblicamente il suo appoggio, sottolineando l’importanza di una collaborazione trasparente con l’assessora ai Servizi Sociali, Sara Guarisco. Grazie a un conto corrente aperto durante la pandemia, le donazioni possono essere versate direttamente al Comune, semplificando la procedura di utilizzo dei fondi per l’acquisto di matite, quaderni e altri strumenti utili a chi affronta difficoltà economiche.
Vi.Re.Dis.: videogiochi al servizio della socialità
L’associazione Vi.Re.Dis. con sede in piazza Chiesa 9, propone ogni sabato pomeriggio laboratori in cui videogiochi commerciali diventano veicoli di terapia cognitivo-motoria. Utilizzando console come Nintendo Wii, Switch e Xbox con sensore Kinect, i partecipanti devono affrontare brevi sfide che richiedono coordinazione, collaborazione e gestione delle emozioni. In un unico spazio, bambini con disabilità fisiche, adolescenti in difficoltà scolastica e volontari condividono lo schermo, sperimentando un approccio ludico al miglioramento delle proprie capacità relazionali.
Laboratori del sabato e ruolo dei volontari
I laboratori del sabato accolgono persone con disabilità cognitive e relazionali, ma anche giovani a rischio di abbandono o dipendenza digitale. Accanto ai partecipanti operano psicologi, educatori e volontari, i quali non necessitano di esperienza pregressa: è prevista una formazione interna che illustra le dinamiche di game-based therapy. Questa apertura favorisce la crescita di una rete di sostegno locale, dove il volontariato diventa parte integrante del percorso terapeutico.
Progetti supplementari: DJH ed EmotiviAmoci
Tra le iniziative collaterali spicca il progetto DJH che ha già guidato otto ragazzi nella formazione da DJ, consentendo loro di esprimersi attraverso la musica elettronica. Parallelamente, l’offerta EmotiviAmoci è rivolta a caregiver, genitori e familiari, con l’obiettivo di fornire strumenti per gestire le emozioni relazionali. Il 17 ottobre, l’associazione parteciperà alla “Festa della Luce” a Bolgare, portando con sé la testimonianza di come il gioco possa fungere da ponte tra diverse generazioni e condizioni di vita.
Che si tratti di un tappeto di mattoncini Lego donato a una famiglia o di una sessione di Wii in cui un adolescente collabora con un volontario, la pratica conferma che il ludico rimane una risorsa capace di migliorare la vita di chi ne ha più bisogno.



