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Il panorama del crowdfunding italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il 23 gennaio 2026, è stata ufficializzata la fusione tra tre attori significativi del settore: Smart4Tech, CrowdFundMe e WeAreStarting. Questa integrazione, orchestrata da Smart Capital, ha l’obiettivo di creare un nuovo polo di riferimento per le piccole e medie imprese (PMI) italiane.
Tale iniziativa si propone di facilitare l’accesso a capitali e innovazioni nei mercati finanziari, rappresentando un passo importante per il supporto alle start-up e all’imprenditorialità nel Paese.
Dettagli dell’operazione di fusione
Il processo di fusione assume la forma di un reverse takeover, in conformità con l’articolo 14 del Regolamento Emittenti Euronext Growth Milan. I principali protagonisti di questo accordo sono Tommaso Baldissera Pacchetti, presidente di CrowdFundMe, e Carlo Allevi, presidente di WeAreStarting.
Entrambi subiranno una diluizione delle loro partecipazioni nella nuova società, che avrà come azionista di riferimento Smart Capital con una quota del 30,97%.
Obiettivi strategici della nuova entità
Il nuovo gruppo si propone di diventare un punto di riferimento nel supporto alle PMI, offrendo soluzioni di raccolta capitali attraverso strumenti di finanza alternativa. Con l’intento di creare un hub per le PMI tecnologiche italiane, l’iniziativa si concentrerà su vari metodi di finanziamento, tra cui equity, lending e minibond.
Le dichiarazioni dei leader delle aziende coinvolte
Andrea Costantini, presidente e amministratore delegato di Smart Capital, ha affermato che questa fusione rappresenta un passo cruciale per unire competenze di advisory, tecnologia e accesso ai capitali. L’obiettivo finale è accompagnare le PMI in tutte le fasi della loro crescita, dalla strategia fino alla raccolta fondi.
La visione di Tommaso Baldissera Pacchetti
Tommaso Baldissera Pacchetti ha evidenziato che l’ingresso di Smart Capital in CrowdFundMe segna una nuova era per la società. Non solo si punta a diventare un one-stop shop per le PMI, ma si intende anche ampliare la clientela, estendendo l’offerta a un pubblico più vasto, oltre le sole startup.
Performance recenti delle aziende coinvolte
Nel primo semestre del 2026, CrowdFundMe ha registrato ricavi per 926 mila euro, con un EBITDA negativo di 43 mila euro. Questo risultato si confronta con un fatturato di 1,7 milioni di euro nel 2025. D’altra parte, WeAreStarting ha chiuso il primo semestre del 2026 con 190 mila euro di ricavi e un EBITDA negativo di 35 mila euro, evidenziando una necessità di crescita e consolidamento.
Il futuro del gruppo post-fusione
Carlo Allevi ha espresso soddisfazione per l’integrazione, sottolineando come questa mossa contribuirà a valorizzare il lavoro svolto in precedenza. La fusione promette di creare un polo industriale solido e credibile, capace di supportare in modo efficace la crescita delle imprese italiane attraverso un modello sostenibile e innovativo.
La fusione tra Smart4Tech, CrowdFundMe e WeAreStarting rappresenta un’importante evoluzione nel panorama del crowdfunding in Italia. Con una visione strategica e un forte focus sulle piccole e medie imprese, il nuovo gruppo si posiziona per apportare significativi cambiamenti nel settore finanziario.

