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Negli ultimi anni, la definizione di open world ha subito una trasformazione. Quella che un tempo evocava immagini di esplorazione e libertà ha, in alcuni casi, perso il suo significato originale. Oggi, con mappe vastissime e contenuti ripetitivi, il termine può sembrare persino fuorviante.
I veri open world, invece, sono quelli che riescono a convincere che il mondo che si esplora esiste anche al di fuori della propria vista.
Alcuni giochi, nonostante la saturazione del mercato, riescono ancora a catturare l’essenza di un universo vibrante. Questi titoli non sono necessariamente i più grandi o i più ricchi di contenuti, ma possiedono una qualità unica: riescono a far desiderare di perdersi in essi, di vagare senza una meta precisa, semplicemente per scoprire cosa si cela dietro l’angolo.
The Legend of Zelda: Breath of the Wild
Iniziamo con uno dei titoli più acclamati, The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Questo gioco ha segnato una svolta nel genere open world, smontando le convenzioni precedenti per offrire un’esperienza di gioco senza precedenti. Non solo presenta un vasto mondo aperto, ma lo fa in modo che il giocatore sia spinto a esplorarlo senza indicazioni chiare.
La libertà di esplorare
In Hyrule, la vita non è dettata da missioni secondarie elaborate o dialoghi con NPC. Piuttosto, il mondo è governato da leggi fisiche e naturali: il fuoco si propaga, il metallo attira fulmini e il vento può diventare un alleato o un nemico. Ogni collina è un invito a scoprire, e spetta al giocatore decidere dove andare e come affrontare ciò che incontra.
Kingdom Come: Deliverance II
Un altro esempio di open world che sfida le convenzioni è Kingdom Come: Deliverance II. Questo titolo medievale offre un’ambientazione che si distacca dalle narrazioni epiche tipiche del genere. Qui, non ci sono draghi o magie, ma una realtà cruda e autentica: il fango, la fame e la lotta per la sopravvivenza.
Un mondo realistico
La Boemia di Kingdom Come è vibrante proprio perché è indifferente al protagonismo del giocatore. Gli NPC seguono routine realistiche e reagiscono alle azioni e alla reputazione del personaggio. Le strade non sono semplici percorsi narrativi, ma luoghi dove possono accadere eventi imprevedibili, rendendo ogni incontro unico e memorabile.
Horizon Forbidden West
Un altro titolo degno di nota è Horizon Forbidden West. Sebbene venga spesso apprezzato per la sua grafica e il sistema di combattimento, merita una considerazione più approfondita per la coerenza del suo mondo. Ogni ambiente, ogni macchina e ogni tribù è parte di un ecosistema narrativo ben definito.
Dettagli curati
Le tribù non sono semplici sfondi, ma culture con tradizioni, conflitti e storie che si intrecciano con i temi principali del gioco, come il progresso e la distruzione. Questo livello di attenzione ai dettagli rende Horizon un’esperienza di gioco credibile e coinvolgente.
The Witcher 3: Wild Hunt
Non si può parlare di open world senza menzionare The Witcher 3: Wild Hunt. Questo gioco continua a essere un punto di riferimento per la scrittura e la narrazione nei giochi open world. Ogni villaggio ha una storia da raccontare e ogni contratto da risolvere nasconde un significato più profondo.
Scelte morali complesse
Il Continente di The Witcher è ricco di complessità morale: le azioni del giocatore hanno conseguenze che si ripercuotono nel tempo, costringendo a riflettere su chi si è e che tipo di persona si vuole essere. In questo mondo, non ci sono scelte semplici, e le decisioni possono avere ripercussioni a lungo termine.
Red Dead Redemption 2
Alcuni giochi, nonostante la saturazione del mercato, riescono ancora a catturare l’essenza di un universo vibrante. Questi titoli non sono necessariamente i più grandi o i più ricchi di contenuti, ma possiedono una qualità unica: riescono a far desiderare di perdersi in essi, di vagare senza una meta precisa, semplicemente per scoprire cosa si cela dietro l’angolo.0
Un ritmo lento e riflessivo
Alcuni giochi, nonostante la saturazione del mercato, riescono ancora a catturare l’essenza di un universo vibrante. Questi titoli non sono necessariamente i più grandi o i più ricchi di contenuti, ma possiedono una qualità unica: riescono a far desiderare di perdersi in essi, di vagare senza una meta precisa, semplicemente per scoprire cosa si cela dietro l’angolo.1
Alcuni giochi, nonostante la saturazione del mercato, riescono ancora a catturare l’essenza di un universo vibrante. Questi titoli non sono necessariamente i più grandi o i più ricchi di contenuti, ma possiedono una qualità unica: riescono a far desiderare di perdersi in essi, di vagare senza una meta precisa, semplicemente per scoprire cosa si cela dietro l’angolo.2

