Nel panorama contemporaneo il videogioco è divenuto sia un mezzo di apprendimento sia un oggetto di conservazione culturale. Due iniziative italiane, una universitaria e una museale, dimostrano come quest’ambito possa essere sfruttato per riflettere sul valore dell’errore e sulla storia collettiva del gioco digitale.
IULM Let’s Play: giocare per comprendere il fallimento
L’Istituto Universitario di Lingue e Media di Milano ha avviato, a partire dall’8 ottobre 2026, la serie di incontri IULM Let’s Play. Promossa dall’IULM Game Lab e moderata dal dottorando Angelo Maria Andriando, la proposta prevede sessioni di gioco dal vivo seguite da discussioni collettive. Non è richiesta alcuna conoscenza specialistica: studenti, docenti e cittadini sono invitati a osservare, commentare e intervenire durante la partita, evidenziando segnali trascurati o proponendo strategie alternative.
Il valore pedagogico dell’errore
Il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han descrive una società in cui l’individuo è chiamato a diventare imprenditore di sé stesso. In questo contesto, il fallimento è spesso trasformato in colpa personale. IULM Let’s Play ribalta questa logica: ogni salto mancato nel gioco diventa occasione di analisi condivisa permettendo a chi partecipa di distinguere “ho sbagliato” da “sono sbagliato”. Il libro di Jesper Juul, *L’arte del fallimento*, è citato come riferimento teorico per dimostrare che la frustrazione è parte integrante del piacere ludico.
Gamification e potere
Il progetto esplora anche i limiti della gamification in ambiti non ludici, come il lavoro e la scuola. L’autore avverte che punti, classifiche e premi possono mascherare dinamiche di potere, trasformando un carico di lavoro eccessivo in una “sfida personale”. Esempi concreti includono classifiche di vendita nei call-center e sistemi a punteggio nelle aule, dove il giudizio negativo può diventare un giudizio sulla persona stessa. L’obiettivo di IULM Let’s Play è Quali comportamenti vengono premiati?
PLAYERS al M9: la mostra che racconta 80 anni di videogiochi
Il 14 ottobre 2026 il M9 – Museo del ‘900 di Venezia Mestre ha inaugurato PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società una esposizione temporanea che resterà aperta fino al 14 febbraio 2027. Curata da Fabio Viola, docente e game designer, la mostra è frutto della collaborazione con Michelangela Di Giacomo, Giuseppe Cosenza e Damiano Bordoni, ed è supportata da istituzioni quali Arcade Story, Lucca Comics & Games e Nintendo Italia.
Un viaggio attraverso tre aree tematiche
Il percorso è suddiviso in tre sezioni. La prima, #Play ripercorre la storia del videogioco dai primi calcolatori agli arcade degli anni ‘70, ai console domestiche come Super Nintendo e Sega Mega Drive, fino alla PlayStation 5 con una selezione curata da Sony. Tra i pezzi esposti figurano cabinati originali di Computer SpacePong e un raro Dragon’s Lair. La seconda, #Watch analizza il videogioco come spettacolo, includendo il dialogo con il cinema, gli eSport e lo streaming, con titoli come Detroit: Become Human e Shadow of the Colossus. L’ultima area, #Create presenta gli strumenti di creazione dei game-designer, mostrando Super Mario MakerDreams e Minecraft.
Interviste e collaborazioni internazionali
La mostra arricchisce il racconto con video-interviste a figure di spicco del settore: Sid Meier (California), Yuka Kitamura (Tokyo) e Jon Wilcox (Team 17, Regno Unito). Gli oggetti forniti da questi autori, insieme a materiale inedito delle collezioni private, offrono una prospettiva unica sulla produzione e l’evoluzione dei giochi. L’allestimento, curato da Valentina Babolin e Vinicio Bordin, combina architettura, grafica e multimedia per creare ambienti immersivi che ricordano sia le sale arcade sia i salotti moderni.
Accanto alla sezione principale, la mostra permanente ospita “Giocare all’italiana”, che collega la storia dei videogiochi alle tradizioni ludiche del Novecento, dalla fabbricazione artigianale di bambole ai giochi da corte. In occasione di due venerdi al mese il museo offre a chi ha disabilità il dispositivo “Jimmy”, una sedia a rotelle in piedi progettata da Bemoove, prima volta in un contesto museale.
Con queste due iniziative, l’Italia dimostra come il videogioco possa essere analizzato sia come strumento educativo che come patrimonio culturale. L’IULM Let’s Play invita a un uso critico dei meccanismi ludici, mentre PLAYERS al M9 celebra otto decenni di innovazione, offrendo al pubblico la possibilità di giocare, osservare e creare.



