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10 Ottobre 2026

Come trasformare un Galaxy S23 danneggiato in una console portatile

Scopri come un Galaxy S23 rovinato si trasforma in un PC da gioco con DeX.

Come trasformare un Galaxy S23 danneggiato in una console portatile

Nel mercato dell'elettronica di consumo la ri-utilizzabilità è spesso trascurata, ma un appassionato di fai-da-te ha dimostrato che anche lo smartphone più gravemente colpito può rinascere come una vera console da gaming. L'oggetto di partenza è un Samsung Galaxy S23 acquistato per una cifra simbolica di 40 dollari, quasi distrutto da vari impatti e con la scheda madre ancora operativa solo dopo un delicato intervento.

L'intervento principale è stato l'installazione di una nuova batteria, indispensabile per far funzionare la motherboard. Senza questo elemento il dispositivo, nonostante il processore di fascia alta Snapdragon 8 Gen 2 non avrebbe potuto avviarsi. Dopo aver sostituito la batteria, il telefono è stato smontato con cura, rimuovendo la scocca deformata e raddrizzando i pezzi con un leggero colpo di martello, operazione che ha richiesto precisione per non danneggiare i connettori.

Il recupero del dispositivo danneggiato

Una volta sanitizzato il nucleo hardware, è stato necessario creare un involucro che potesse ospitare sia il cellulare sia i componenti aggiuntivi. È stato stampato in 3D un case modulare che funge da supporto per il SSD da 512 GB e per due hub USB, di cui uno con uscita HDMI. Il case è stato assemblato con colla a caldo per garantire stabilità e con fascette in plastica per fissare il tutto in modo sicuro.

Raffreddamento attivo e gestione termica

Per mantenere temperature accettabili, è stato montato un dissipatore su una camera a vapore collegata direttamente al processore. Il dissipatore è stato incollato con adesivo termico e dotato di una ventola di dimensioni adeguate, fissata con zip-tie per evitare distacchi. Questo sistema di raffreddamento attivo ha abbassato la temperatura operativa di circa 7 °C rispetto al raffreddamento stock, riducendo notevolmente il throttling e migliorando la risposta dell'interfaccia Samsung DeX.

Assemblaggio dell'hardware aggiuntivo

La parte centrale del progetto è stata l'integrazione di storage esterno e porte di interfaccia. L' SSD è stato inserito in un alloggiamento accoppiato al case stampato, fornendo spazio di archiviazione rapido per giochi e applicazioni. Gli hub USB, collegati tramite il porto USB-C del telefono, hanno permesso di collegare mouse, tastiera e un adattatore HDMI, trasformando il dispositivo in una vera postazione da desktop senza la necessità di un sistema operativo aggiuntivo.

Il risultato è una configurazione compatta che ricorda un mini-PC: il telefono funge da CPU, il SSD da storage, e il sistema di raffreddamento garantisce stabilità termica anche durante sessioni di gioco prolungate. Tutti i componenti sono stati alimentati dalla batteria interna del Galaxy, eliminando la necessità di un’alimentazione esterna.

Prestazioni e giochi supportati con Samsung DeX

Grazie a Samsung DeX il telefono si trasforma in una modalità desktop che permette di lanciare app Android in finestre simili a quelle di un PC. Il progetto ha testato diversi emulatori, tra cui Dolphin per i giochi Nintendo Switch e l'emulatore di PlayStation 2 con God of War ottenendo prestazioni fluide grazie al potente Snapdragon 8 Gen 2. Inoltre, l'app GameHub ha facilitato l'installazione di giochi da Steam, GOG e altri store, dimostrando che, pur restando su Android, il dispositivo può gestire titoli classici con un'accettabile qualità grafica.

Il sistema non è pensato per titoli di ultima generazione a 4K, ma per giochi indie, emulatori retro e title meno esigenti. Il vero valore del progetto è la dimostrazione che hardware di alto livello, anche quando gravemente danneggiato, può essere ri-utilizzato in modo creativo, riducendo sprechi elettronici e offrendo una soluzione di gaming low-cost per chi non vuole investire in una console tradizionale.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.