Il mercato delle schede video sta vivendo un periodo di tensione: una carenza di moduli di memoria per GPU ha ristretto l’offerta e spinto i prezzi verso l’alto, con effetti più marcati sulle versioni dotate di oltre 8 GB di VRAM.
Questa dinamica interessa sia i consumatori sia i produttori e rende più complessa la scelta d’acquisto.
Cosa sta succedendo
La scarsità riguarda principalmente i chip di memoria dedicati alle schede grafiche. La VRAM — la memoria usata per gestire texture, frame buffer e workload grafici — è richiesta in misura crescente, soprattutto per configurazioni più capienti. Quando la domanda supera la produzione, le schede con 8 GB o più finiscono per costare molto di più: i listini mostrano rincari significativi e alcune versioni diventano difficili da trovare.
I produttori, dal canto loro, riorientano la produzione verso segmenti più redditizi o più richiesti, peggiorando la disponibilità di alcune SKU.
Perché i prezzi salgono
La spinta dei prezzi nasce dall’incrocio tra una domanda in aumento (soprattutto per GPU ad alte prestazioni) e un’offerta di componenti che non riesce a tenere il passo. In pratica, la maggiore spesa per ottenere moduli di memoria extra si riflette sul prezzo finale delle schede: così, la differenza di costo tra una versione da 8 GB e una da 16 GB può risultare sproporzionata rispetto al guadagno in prestazioni.
Effetti sulla filiera
Quando la materia prima scarseggia, i produttori devono scegliere come allocarla: favorire le configurazioni più vendute o quelle con margini più alti. Ne consegue una ridotta disponibilità delle varianti più “appetibili” e una volatilità dei prezzi, soprattutto sulle versioni con molta VRAM. In molte offerte europee il rapporto prezzo/prestazioni delle schede con 16 GB appare spesso peggiore rispetto a controparti da 8 GB, segnale di una distorsione di mercato che deriva proprio dalla scarsità dei chip.
Tempistiche e roadmap
La situazione è ulteriormente influenzata dal calendario dei lanci. Fonti del settore indicano che NVIDIA non prevede nuove GeForce RTX 50 nel corso del 2026, scelta che rallenta il ricambio generazionale e mantiene in commercio le attuali soluzioni più a lungo. Questo ritardo nei rilasci contribuisce a prolungare l’effetto shortage sulle referenze più richieste, lasciando gli utenti davanti a una scelta: comprare ora o aspettare possibili miglioramenti dei prezzi.
Cosa significa per chi deve comprare ora
Per l’utente medio la decisione dipende dall’uso previsto. Per gaming a risoluzioni tradizionali e per molte applicazioni quotidiane, schede con 6–8 GB di VRAM continuano a offrire un’esperienza adeguata a costi inferiori. Per chi lavora con risoluzioni elevate, rendering complessi o carichi professionali, invece, la memoria in più è spesso necessaria, ma il prezzo da pagare può non giustificare il vantaggio in termini di performance, specie quando la versione con più VRAM costa quasi quanto un modello di fascia superiore.
Consigli pratici per l’acquisto
– Valuta l’uso reale: guarda ai requisiti dei giochi e delle app che usi, non solo al numero di gigabyte sullo specchietto. – Confronta prezzo/prestazioni: cerca benchmark concreti e recensioni che mostrino l’effettivo guadagno prestazionale tra varianti diverse. – Considera alternative ottimizzate: spesso una scheda da 8 GB ben ottimizzata offre un’esperienza migliore di una 16 GB troppo cara. – Monitora i listini: iscriversi a canali specializzati o usare strumenti di alert può aiutare a trovare finestre di acquisto vantaggiose quando la domanda cala. Quali modelli osservare
Nel panorama attuale si distinguono tre fasce: soluzioni economiche orientate al consumo e all’efficienza, proposte di fascia media che bilanciano prestazioni e prezzo (esempi tipici sono le GeForce RTX 5060 e le Radeon RX 9060) e modelli di fascia alta che puntano a prestazioni superiori (RTX 5070, RTX 5080 e simili). Le varianti top di gamma restano comunque costose e, in tempo di shortage, possono mostrare incrementi di prezzo più marcati.
Un esempio concreto
La versione da 16 GB della RTX 5060 Ti, in alcuni mercati europei, si è avvicinata nel prezzo a schede di categoria superiore. Questo fenomeno sottolinea come l’aumento della VRAM, da solo, non garantisca un buon rapporto qualità/prezzo: paga spesso di più l’etichetta che il reale beneficio pratico.
Osservazioni finali (senza frasi fatte)
La riduzione delle differenze prestazionali tra alcune fasce rende la valutazione caso per caso ancora più importante. Oggi più che mai conviene mettere sul piatto benchmark affidabili, esigenze d’uso reali e una soglia di prezzo ragionevole. Se non si ha un bisogno specifico di molta VRAM, puntare su una soluzione bilanciata può offrire la miglior esperienza complessiva evitando spese inutili. D’altra parte, chi lavora professionalmente o mira al massimo livello visivo dovrà accettare una maggiore variabilità dei prezzi fino a quando la produzione di componenti non tornerà a regime.

